L’Arte Rende Felici? Dal modello “Distancing/Embracing” che livella le emozioni alla pittura trascendentale di Frida Khalo

L’arte è stata a lungo oggetto di fascino e dibattito, con molti che sostengono che abbia il potere di evocare profonde risposte emotive, inclusa la felicità. Ma anche il dolore e la complessità dell’esistenza possono essere fonte di felicità, come suggeriscono diversi studi sul rapporto tra arte e crescita personale

L’arte come espressione di divergenze e trasformazione

Un’artista che ha esemplificato l’intersezione tra arte e felicità è stata la famosa pittrice messicana Frida Kahlo. I dipinti vibranti ed emotivamente carichi di Kahlo erano un riflesso della sua vita turbolenta, ma catturavano anche un profondo senso di gioia e celebrazione dell’esperienza umana. Le sue opere, come l’iconica “Le due Frida”, sono diventate simboli del potere trasformativo dell’arte, dimostrando come possa servire come mezzo di espressione di sé, guarigione e crescita personale.

Gli artisti possono evocare la felicità? Il modello “Distancing-Embracing”

Tuttavia, la domanda rimane: gli artisti di oggi sono ugualmente abili nell’evocare la felicità attraverso il loro lavoro? Recenti ricerche suggeriscono che l’esperienza di emozioni negative, come la tristezza o la paura, può anche essere un potente motore di espressione artistica e divertimento. Il modello “Distancing-Embracing” propone che le emozioni negative possano essere trasformate in esperienze estetiche positive attraverso il processo di impegno artistico, dove lo spettatore è in grado di prendere le distanze dal contenuto emotivo abbracciandolo contemporaneamente. Ciò significa che l’arte non ha necessariamente bisogno di rappresentare la felicità palese per evocare risposte positive negli spettatori. Il modello Distancing-Embracing è stato proposto come possibile spiegazione del fascino delle opere d’arte che suscitano un affetto negativo. Il modello fa leva anche sugli effetti deflazionistici del distanziamento psicologico. Questa tesi evidenzia la complessa interazione tra elaborazione emotiva e apprezzamento artistico, suggerendo che il godimento delle emozioni negative nell’arte può essere radicato nella loro capacità di catturare l’attenzione, favorire il coinvolgimento emotivo e migliorare la memorabilità, tutti componenti chiave di un’esperienza artistica significativa.

Frida Kahlo – Le due Frida, 1939 Olio su tela, Museo de Arte Moderno, Città del Messico

L’impatto del contesto nell’evocazione dell’emozione

Inoltre, la ricerca ha dimostrato che il modo in cui un’opera d’arte è contestualizzata può avere un impatto significativo sulla risposta affettiva dello spettatore. Quando le immagini vengono presentate come arte, le persone tendono a valutarle in modo più positivo, anche se il contenuto è intrinsecamente sgradevole o disgustoso. Ciò suggerisce che anche il contesto sociale e il valore percepito dell’arte possono contribuire all’esperienza emotiva che evoca, al di là delle qualità intrinseche dell’opera stessa.

Sebbene queste opere possano non suscitare felicità immediata, possono favorire un senso di empatia, comprensione e connessione, contribuendo in definitiva a un senso di benessere più profondo.

La gamma delle esperienze che portano a spingere l’acceleratore sull’espressione artistica

Espandendo il tema dell’arte e della felicità, è importante riconoscere i modi sfaccettati in cui gli artisti affrontano questa complessa emozione. Il lavoro di Frida Kahlo funge da potente esempio di trasformazione del dolore personale in vibranti espressioni di vita e gioia.

La relazione tra arte e felicità è sfumata e sfaccettata e coinvolge una complessa interazione di fattori emotivi, sociali e cognitivi. Mentre le opere gioiose e vibranti di Frida Kahlo possono aver fissato un livello elevato di espiazione della rappresentazione di inconscio ed emozione, gli artisti contemporanei continuano a spingersi oltre i confini dell’espressione artistica, esplorando una vasta gamma di esperienze emotive e sfidando la comprensione di cosa significhi trovare la felicità attraverso l’arte.

La riflessione critica come connessione con l’altro

L’arte contemporanea spesso approfondisce questioni sociali e politiche complesse, spingendo gli spettatori a confrontarsi con verità scomode e a impegnarsi in una riflessione critica. Sebbene queste opere possano non suscitare felicità immediata, possono favorire un senso di empatia, comprensione e connessione, contribuendo in definitiva a un senso di benessere più profondo. Del resto, l’atto stesso di creare arte può essere fonte di appagamento, indipendentemente dalle emozioni che trasmette. Gli artisti possono trovare gioia nel processo di sperimentazione, risoluzione dei problemi ed espressione di sé, anche quando sono alle prese con argomenti difficili.

L’artista americana Georgia O’Keeffe (1887-1986) posa all’aperto accanto a un cavalletto con una tela della serie “Pelvis Series Red With Yellow”, Albuquerque, New Mexico, 1960. (Foto di Tony Vaccaro/Getty Images)

Il ruolo dell’arte nella comprensione del mondo che ci circonda

In definitiva, il rapporto tra arte e felicità è soggettivo e varia molto da persona a persona. Alcuni potrebbero trovare gioia nei colori vibranti e nei temi edificanti dei dipinti di Kahlo, mentre altri potrebbero essere attratti dalle opere stilisticamente meno complesse degli artisti contemporanei. Ciò che rimane costante è la capacità dell’arte di evocare risposte emotive, stimolare il dialogo e arricchire la nostra comprensione di noi stessi e del mondo che ci circonda. Abbracciando l’intero spettro delle emozioni umane, gli artisti contribuiscono a un’esperienza di visione più sfumata e significativa, che si estende ben oltre la ricerca della semplice felicità.

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Immagine di copertina : Pexels Photo by Magda Ehlers

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