Attraverso la lente delle palette di colori pastello e la sua capacità di articolare concetti al di là della comprensione convenzionale, ci si addentra nella natura effimera della perfezione percepita. Indagando come le delicate sfumature dei toni pastello possano evocare un senso dell’ineffabile, sfidando la permanenza delle forme stabilite e invitando alla contemplazione della loro inevitabile dissoluzione – l’uso dei colori pastello – con la loro intrinseca morbidezza e intensità smorzata, funge da metafora visiva delle qualità transitorie e sfuggenti delle forme ideali, evidenziano la loro suscettibilità al decadimento e alla trasformazione
Il valore estetico dei colori tenui nell’esperienza dell’osservatore
Questo fenomeno artistico, dove i colori delicati sottolineano l’impermanenza delle strutture, riflette un’interazione più ampia tra valori estetici e limiti materiali intrinsechi alla produzione artistica.

Questa dinamica interazione tra forma e colore non solo comunica ma plasma anche la nostra percezione delle creazioni artistiche, influenzandone sottilmente la ricezione e l’interpretazione. Tale fenomeno si estende alla comprensione filosofica del giudizio estetico stesso, che è spesso considerato non-cognitivo e soggettivo, concentrandosi sugli aspetti qualitativi dell’esperienza piuttosto che sui principi logici rigorosi. Questa intrinseca soggettività nell’apprezzamento estetico, in particolare quando si incontra il sottile gioco dei colori, consente un coinvolgimento sfaccettato che trascende l’elaborazione puramente cognitiva, infondendo nell’osservatore un senso di co-creazione.

Catturare la bellezza effimera delle forme perfette
La delicata interazione di questi elementi spesso si traduce in una risposta emotiva non riflessiva, simile alla fluidità edonica, che consente un apprezzamento immediato della bellezza senza un’elaborazione cognitiva estesa. Questo apprezzamento immediato, tuttavia, spesso maschera un coinvolgimento più profondo, poiché l’integrazione della bellezza può facilitare la trasformazione interiore e una connessione con una dimensione trascendente e spirituale. Esplorando come le uniche qualità cromatiche e l’intrinseca morbidezza delle tonalità pastello contribuiscano alla loro capacità di trasmettere emozioni sfumate e concetti astratti, viene sfidata l’espressione linguistica convenzionale.

Questo abbraccio artistico dell’impermanenza si estese al loro soggetto, spesso raffigurando paesaggi e scene urbane che trasmettevano un senso di esistenza momentanea piuttosto che di grandezza senza tempo
Nel 1800, un movimento artistico e provocatorio ha messo in discussione le rigide tradizioni vittoriane inglesi. Più che un movimento artistico, l’estetismo entrò in tutti gli ambiti della vita, dalla musica alla scrittura, dall’arredamento degli interni alla moda. Al centro c’era il desiderio di creare “arte per l’arte”, di esaltare il gusto, la ricerca della bellezza e l’espressione di sé, al di sopra delle regole e delle mode correnti. La libertà di dire quello che si vuole e il senso del bello piacevano a chi la seguiva, ma facevano anche riflettere i più tradizionalisti. Ignorando i modi di fare arte del proprio tempo, questo movimento ha aiutato a preparare la strada per l’arte moderna del ventesimo secolo nel mondo. Gli artisti non volevano la produzione in serie di oggetti senza anima, volevano che ogni oggetto avesse una sua logica. Alcuni hanno persino usato tecniche “vecchie”. Gli artisti promuovevano un’arte fine a sé stessa, senza dover necessariamente trasmettere un messaggio morale o politico. Si concentravano infatti su come usare i colori, le forme e la composizione per trovare la bellezza.
Questa intrinseca fragilità, accentuata dai bordi morbidi e dalla qualità effimera delle rappresentazioni pastello, invita alla contemplazione dell’inevitabile decadimento e trasformazione di tutte le strutture ideali
Introspezione e esperienza estetica a più livelli
I loro toni desaturati e la delicata luminosità evocano un senso di bellezza eterea, spesso associata all’introspezione, alla tranquillità e a una presenza fugace. Questa qualità estetica unica rende i pastelli particolarmente adatti a catturare la natura effimera delle forme perfette, evidenziando la loro inevitabile dissoluzione e la bellezza della loro esistenza transitoria. Tali espressioni artistiche, trascendendo i limiti della rappresentazione precisa, coinvolgono un’elaborazione cognitiva più profonda oltre il mero riconoscimento, favorendo un’esperienza estetica ricca e a più livelli. Questo coinvolgimento spinge il cervello a integrare vari segnali percettivi ed emotivi, portando a un apprezzamento più profondo del significato intrinseco dell’opera d’arte. L’esperienza soggettiva della bellezza, in particolare nel contesto dell’arte pastello, è ipotizzata coinvolgere profonde reti neurali nell’elaborazione di queste complesse esperienze estetiche.

Le reti neurali coinvolte nella percezione
Studi di neuroimaging, ad esempio, hanno rivelato che i giudizi estetici sui dipinti coinvolgono distinti sistemi neurali nella corteccia orbitofrontale, un’area associata alla pianificazione motoria affettiva, differenziando questi giudizi dalla mera valutazione percettiva. Questa attivazione suggerisce che l’apprezzamento dei colori pastello comporta una sofisticata interazione tra elaborazione sensoriale e valutazione emotiva. Infatti, le sottili variazioni cromatiche inerenti alle palette pastello sono pensate per suscitare risposte affettive specifiche, contribuendo alla loro capacità unica di comunicare stati emotivi complessi, spesso inesprimibili.

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Opere pastello: la natura come modello di rappresentazione dell’alterazione nel tempo
La qualità effimera delle opere pastello funge quindi da commovente metafora artistica per questo principio universale, riflettendo come anche le forme artistiche e naturali più squisite siano soggette ad alterazioni nel tempo. Questo coinvolgimento più profondo con la rappresentazione artistica facilita una comprensione sfumata dei processi cognitivi che si estendono oltre l’input puramente sensoriale, incorporando dimensioni emotive e interpretative. Infatti, l’elaborazione cerebrale della bellezza artistica, specialmente quando si confronta con la natura transitoria delle forme, impegna complesse reti neurali che integrano l’input sensoriale con la salienza emotiva e la creazione di significato cognitivo.

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Scene naturali e colore
L’impatto psicologico del colore, in particolare le tonalità morbide e desaturate caratteristiche dei pastelli, può influenzare profondamente lo stato emotivo e cognitivo di un osservatore, spesso evocando sentimenti di tranquillità o nostalgia. Questa sottile gamma cromatica suscita spesso una risposta estetica attenuata, che differisce marcatamente dagli effetti più vibranti e stimolanti delle palette altamente sature. Questa distinzione evidenzia un aspetto critico della percezione estetica in cui le qualità intrinseche del colore mediano direttamente l’eccitazione psicologica e l’elaborazione cognitiva. Infatti, la percezione sfumata del colore è un complesso fenomeno neurobiologico, che coinvolge l’intricata interazione di fotorecettori retinici e aree di elaborazione corticale responsabili della discriminazione di tonalità, saturazione e luminosità. La regolarità delle statistiche cromatiche nei dipinti può spiegare le preferenze di composizione cromatica, suggerendo che le preferenze non sono arbitrarie ma piuttosto sono influenzate da quanto la composizione cromatica di un dipinto si avvicina alle scene naturali.

Colori pastello nella storia dell’arte
La qualità effimera insita nei colori e nelle forme pastello è stata un motivo ricorrente nella storia dell’arte, spesso utilizzata per catturare momenti fugaci e delicate sensibilità. Questa scelta riflette una deliberata strategia artistica per enfatizzare l’aspetto temporale della bellezza, in contrasto con le rappresentazioni più durature trovate in altri mezzi. Ad esempio, il movimento Rococò impiegò frequentemente palette pastello per raffigurare scene di ozio aristocratico e romanticismo effimero, enfatizzando la natura fugace del piacere e della grazia giovanile. Allo stesso modo, i pittori impressionisti, come Claude Monet, utilizzarono pennellate morbide e spezzate e tonalità pastello per catturare gli effetti transitori della luce e dell’atmosfera, privilegiando l’”impressione” rispetto alla precisa accuratezza fotografica. Questo abbraccio artistico dell’impermanenza si estese al loro soggetto, spesso raffigurando paesaggi e scene urbane che trasmettevano un senso di esistenza momentanea piuttosto che di grandezza senza tempo. Inoltre, la scelta deliberata dei pastelli in questi movimenti sottolinea sottilmente un allineamento filosofico con concetti di impermanenza, riflettendo una tradizione artistica che abbraccia il temporaneo e il transitorio piuttosto che mirare a monumenti eterni.
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“Pure Lovers” – Claudia Sistelli – 2025 – Tinyliliac Art
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