Una visione che carpisce il senso dello spazio che lega con l’ambiente e lo trasforma in un interno abitativo come paesaggio architettonico, in una dimensione di paesaggio infinito, dove i termini sono definiti dall’esplorazione
Le idee di Frank Lloyd Wright sull’architettura, che si possono vedere nelle sue case Usonian, volevano mescolare le idee tradizionali sulla differenza tra l’interno e l’esterno di un edificio e avvicinarsi al territorio circostante e alle piante che vi crescevano. Spesso utilizzava materiali locali e panorami del territorio per realizzare edifici che sembravano crescere dal terreno, non semplicemente collocati lì da qualcuno. Questo stretto rapporto era reso ancora più forte dall’uso intelligente della luce e dell’ombra, che cambiava il modo in cui le persone vedevano lo spazio e faceva sembrare i cambiamenti naturali del mondo parte integrante della casa. Questa idea di vicinanza alla natura è anche legata al concetto di “interno abitativo come paesaggio architettonico”. Egli immaginava gli spazi all’interno degli edifici come luoghi in cui muoversi facilmente, ma anche similmente come all’esplorare una città sconosciuta. Questa idea della casa come versione in miniatura della città viene approfondita in progetti che creano aree e spazi sovrapposti non organizzati in modo gerarchico.

La promenade architecturale di Le Corbusier e il circuito pittorico si Wright
Questo approccio va oltre il semplice funzionamento degli edifici. Si tratta di comprendere perché le persone hanno bisogno di una casa e quanto sia importante per loro essere felici. Inoltre, i progetti di Wright includevano spesso elementi che davano la sensazione di trovarsi in un film, con spazi che sembravano destinati ad essere osservati in un certo ordine. Il modo in cui sono stati pianificati il movimento e la percezione si adatta all’idea di Le Corbusier della “promenade architecturale” e ai principi di progettazione pittoresca che evidenziano il modo in cui le cose sono collegate in un “circuito pittorico”. Questa strategia progettuale trasforma l’interno della casa in un “dwellscape” dinamico, dove le persone interagiscono attivamente con l’ambiente circostante e lo interpretano, invece di limitarsi a passare attraverso stanze statiche. Il modo in cui Wright progettava le sue case si basava infatti sull’idea che una casa è più di un semplice luogo in cui vivere. È un luogo speciale dove si può godere del mondo naturale e sentirsi parte della vita quotidiana.
Il posizionamento di specchi tra pareti e finestre o l’uso di lenti di vetro concave, espande i confini spaziali percepiti oltre i limiti fisici dell’involucro architettonico, creando panorami inaccessibili ma visivamente accattivanti
Il paesaggio nelle case Usonian
Questo stile estroverso, tipico dei progetti di Wright, spinge i confini percepiti dell’abitazione verso il paesaggio infinito e crea un’esperienza immersiva che rende meno netta la differenza tra l’ambiente costruito e quello naturale. In questo modo l’interno diventa parte dell’ambiente circostante e il modo in cui vediamo e viviamo la natura diventa una parte importante della vita quotidiana a casa. Ci aiuta a sentirci connessi al mondo esterno. L’idea di vivere in una casa si collega all’attenzione del movimento pittoresco “promenade architecturale” per il modo in cui lo spazio è organizzato come relazione, cambiando l’idea di casa come semplice edificio a un’esperienza esterna più connessa. Questo approccio vede l’edificio come parte di un sistema più grande, in cui le persone interagiscono con una storia in continua evoluzione di punti di vista e prospettive. Il modo in cui sono disposte le finestre e le caratteristiche dell’edificio migliorano ulteriormente il design della casa, con l’interno e l’esterno che collaborano per creare una sensazione di omeostasi.

Questa strategia progettuale trasforma l’interno della casa in un “dwellscape” dinamico, dove le persone interagiscono attivamente con l’ambiente circostante e lo interpretano
Ciò riflette i principi del pittoresco, secondo cui la contemplazione della natura dall’interno di uno spazio costruito era considerata superiore all’immersione diretta, offrendo un “significato più profondo” attraverso viste curate. Questo effetto illusorio, ottenuto attraverso tecniche come il posizionamento di specchi tra pareti e finestre o l’uso di lenti di vetro concave, espande i confini spaziali percepiti oltre i limiti fisici dell’involucro architettonico, creando panorami inaccessibili ma visivamente accattivanti. La manipolazione strategica della percezione assicura che l’abitazione diventi un intermediario dinamico, offrendo una connessione mediata ma profonda con l’ambiente circostante senza richiedere un coinvolgimento fisico diretto. Questo distanziamento deliberato, sebbene apparentemente controintuitivo, intensifica paradossalmente l’immersione visiva, simile al pittoresco “prospetto” in cui le finestre panoramiche fisse impediscono il contatto fisico ma aumentano il coinvolgimento visivo con l’esterno. Questo principio estetico, radicato nell’idea di inquadrare e curare le viste naturali, trasforma l’interno domestico in un “trattamento scenografico”, fornendo abbondanti opportunità per l’interpretazione immaginativa del paesaggio da parte degli abitanti.

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Immagine di copertina: Artwork by Claudia Sistelli
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